

Un vino rosso secco da un blend di uve Refosco, Schippettino e Pignolo, prodotto dalla cantina Il Roncal nei pressi di Cividale del Friuli, nel territorio (e secondo il disciplinare) della DOC Friuli Colli Orientali.
Tutte e tre sono varietà a bacca nera autoctone del Friuli.
Il Refosco dal peduncolo rosso è forse originario del Carso, ma è considerato autoctono del Friuli perché vi è diffuso da lungo tempo.
Schioppettino e Pignolo sono varietà friulane autoctone nel vero senso della parola, recuperate nella seconda metà del Novecento.
Lo Schioppettino è coltivato e consentito nelle sole province di Udine e Gorizia, mentre il Pignolo è consentito anche in quella di Pordenone, ma in quest'ultima solo per la produzione di vini a IGT.
Ben maggiore diffusione a livello nazionale conosce il Refosco, che è consentito - e in alcuni province addirittura "consigliato" - anche in alcune DOC del Veneto e in numerose IGT fra Emilia-Romagna, Umbria, Toscana, Sardegna, Basilicata e Puglia.
Civon è prodotto da una cantina di Montebello di Cividale del Friuli che si chiama Il Roncal.
Il nome della cantina deriva dalla parola "ronco", un termine che in Friuli indica gli appezzamenti in collina.
Il termine non è esclusivo della regione (basti pensare che ci sono anche località in Italia che lo contengono, facendo riferimento al più generico significato di "appezzamento disboscato"), ma in Friuli è particolarmente diffuso e, di conseguenza, è spesso usato per dare nomi alle cantine o ai vini.
Occorre stare particolarmente attenti a non confondere ottimi produttori con realtà meno interessanti, ma che hanno un nome simile!

Il Roncal nasce nel 1986 per volontà e mano del compianto Roberto Zorzettig, in seguito alla cui scomparsa prematura resta nelle mani di Martina Moreale, la moglie che lo aveva da sempre affiancato.
Roberto aveva una forte formazione nel settore e aspirazioni molto chiare e alte. Grazie ad esse aveva fondato la cantina ideale, scegliendo con accortezza le giaciture dei vigneti e dotandosi della strumentazione più efficiente per produrre vini che rispettassero e rispecchiassero il territorio, in base a una filosofia che, negli anni Ottanta, era ancora quasi un'utopia.
Oggi la cantina continua a produrre in modo etico vini dalle uve autoctone o tradizionali della zona, allevandole in modo sostenibile e trasformandole affinché i vini siano testimoni del luogo e dell'annata.
La DOC Friuli Colli Orientali si trova al confine orientale del Friuli (cioè della regione storica individuabile in parte delle province di Pordenone, Udine e Gorizia, un'entità geografica diversa dalla regione amministrativa Friuli-Venezia Giulia).
La posizione a metà fra la costa e i rilievi le conferisce un clima non del tutto continentale, ma ugualmente caratterizzato da buone escursioni termiche.
I suoli di flysch di Cormòns determinano terreni poco fertili e ben drenati, ideali per l'allevamento della vite.
La DOC Friuli Colli Orientali si distingua per una produzione estremamente variegata e di qualità mediamente alta, grazie, appunto, alle condizioni particolarmente favorevoli per la produzione di uve di qualità.
L'insolita - per un territorio vocato - varietà di vitigni consentiti ha ragioni storiche e "ambientali": non solo le influenze austriache e napoleoniche (e la fillossera!) hanno contribuito alla diffusione di quelli che oggi chiamiamo "vitigni internazionali", che si sono ambientati benissimo e che non sono stati abbandonati, ma l'area è anche la culla di varietà autoctone che è finalmente tempo di valorizzare, fra cui - cosa un po' insolita nel panorama friulano - anche uve a bacca nera.

Corposo e composto.
Civon 2016 è il vino rosso importante da stappare con qualcosa di speciale.
È frutto di vendemmia e selezione manuali dei migliori grappoli di ciascuna delle varietà autoctone, vinificate in acciaio e assemblate e affinate in rovere francese per alcuni anni.
È un vino profondo e complesso, con sentori molto composti di frutta e spezie scure, che richiede un po' di tempo per "aprirsi" ma che evolve nel bicchiere in modo entusiasmante.
Non manca un'acidità bilanciata a rendere il sorso straordinariamente facile, in considerazione delle grandi struttura e concentrazione.
Quando l'occasione lo richiede, senza temere di aspettare.
Civon 2016 è un vino pronto, nel suo essere già un po' evoluto, ma che può dare ancora molto.
Chi ama i rossi affinati, con sentori di terziarizzazione, farà bene a tenerne da parte una o due bottiglie per il futuro e godere della sua capacità di evoluzione.
È, tuttavia, un vino pronto, già maturo, che può essere degustato con enorme soddisfazione anche adesso.
I membri della Società dei Cavatappi Incrociati lo hanno ricevuto nella selezione di ottobre 2024 (la numero 74).
Chi non è socio del wine club trova il Civon 2016 e gli altri vini della cantina Il Roncal da Enoteca Adriatica, che li distribuisce direttamente.

È salvata sul profilo Instagram della Società dei Cavatappi Incrociati (@wineclubcavatappi )