

Il Teran - Terrano, dalla parte italiana del Carso - è un vino prodotto con le uve di un vitigno noto anche come Refosco d’Istria o Refosco dal Peduncolo Verde.
CURIOSITÀ: il sinonimo Refosco dal Peduncolo Verde è diffuso nella zona di Trieste e si sente usare da produttori e comunicatori quotidianamente, ma non è riportato nel catalogo delle viti e dei vini del Ministero delle Politiche Agricole, né è citato su testi internazionali come l’Oxford Companion to Wine curato da Jancis Robinson o l’enciclopedia dei vitigni Wine Grapes, della stessa autrice per Allen Press.
Il Terrano, o Refosco d’Istria, non è geneticamente parente del Refosco dal Peduncolo Rosso, diffuso in Friuli. È, invece, lo stesso vitigno con cui si produce la Cagnina in Romagna.
Il Terrano è un vitigno notoriamente aspro, ricco di acidi e con una buona dose di tannini, che fanno sì che il vino sia molto colorato (perché “fissano” gli antociani) e decisamente astringente.
Il Teran Kras è un vino PTP (Priznano Tradicionalno Poimenovanje), cioè un vino con una denominazione tradizionale riconosciuta.
Questa denominazione non rientra nella gerarchia europea che classifica il vino per aree di provenienza più o meno limitate, ma identifica dei vini rilevanti per tradizione.

Darko Derenda fonda la cantina che porta il suo nome nel 1996, quando dalla capitale si trasferisce nel villaggio di Hruševica, nei pressi di Štanjel (San Daniele del Carso).
Impiega alcuni anni a produrre il vino cui ambisce, ma sono ormai quasi due decenni che imbottiglia gemme insperabili in questa terra di calcare e vento.
La sua produzione si concentra, infatti, sui rossi bordolesi, con cui produce vini varietali, e sul Terrano, che usa per creare un “taglio carsolino”, Noema.
Da qualche vendemmia, la produzione include anche una Malvasia Istriana e un Pinot Grigio ramato.
Derenda produce vino esclusivamente dai vigneti di proprietà, che oggi misurano quasi due ettari.
Darko è un produttore particolarmente esigente non solo durante la vinificazione, ma soprattutto in vigna, dove seleziona solo le uve migliori.
Non stupisce, quindi, che in alcune annate sfortunate, la cantina produca pochissime bottiglie o non produca affatto vino in certe annate.





Tipicissimo e manifesto, nel suo essere sferzante, è un Terrano più gentile di altri, che chi conosce i vini del Carso non esita a definire “addomesticato”.
Allo stesso tempo, chi non è avvezzo - o semplicemente non ama - vini rossi capaci di questa acidità, può stentare a goderne.
Al Teran 2015 Derenda va riconosciuta una forma di equilibrio, nel suo genere, concedendo al vino di indulgere sugli accenti più acuti per restituire territorio e varietà.
Il terreno calcareo, il clima relativamente continentale della zona e l’ambiente ventoso in cui crescono, portano in cantina uve ricche di aromi e acidi, sane e concentrate.
Nonostante i sette anni trascorsi dalla vendemmia - e i due anni di affinamento in legno - il Teran 2015 di Derenda è freschissimo (pure troppo, per qualcuno), pieno di profumi varietali di frutta rossa e nera (fragola e mirtillo sono i descrittori che comunemente consentono di riconoscere il Terrano) e con una discreta persistenza, echeggiata da una piacevole sapidità.





Il Teran 2015 della cantina Derenda sembra prodotto ieri, e può durare almeno altri tre anni.
Poiché il Terrano non è noto per dare vini capaci di lungo invecchiamento, nonostante acidità e tannini non manchino, dal 2015/2016 in poi sarà opportuno assaggiarlo per valutare nuovamente il suo stato evolutivo.





La cantina Derenda è importata in Italia da Enoteca Adriatica.
Se hai già stappato il Teran 2015 che era incluso nella selezione di marzo e lo vuoi ricomprare o a suo tempo non eri parte della Società dei Cavatappi Incrociati, la trovi qui.
Nota: in attesa di caricare il video tagliato su You Tube, questa è la diretta Instagram completa.
Salta pure i primi due minuti di ”assestamento”
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